Gioco
http://www.wordle.net/gallery?username=yuliu%20GD
Gioco per chi insegna
http://www.wordle.net/show/wrdl/5874513/gioco_insegnanti
tecnologieistruzioneecomunicazione
mercoledì 17 ottobre 2012
giovedì 11 ottobre 2012
Per iniziare a giocare
1. Il nickname : Il mio nikname è Yuliu GD 2. Il mio
stile di gioco: mi considero esploratore o corridore? Beh direi sicuramente un assiduo frequentatore della rete. Penso di essere esploratore e corridore a fasi alterne. A volte la mia partecipazione è frequente e sentita altre volte ritorno alla fase di esplorazione in cerca di nuovi stimoli che come in una giungla mi spingano nuovamente a correre. Quando si è dispersi in una giungla si corre perché o si è preda o si cerca una preda. 3. Indicazioni delle
caratteristiche che attribuite al vostro avatar ludico: il mio avatar ludico è un personaggio che cambia continuamente identità, non sono capace di assuefarmi alla monotonia la ricerca di nuovi stimoli per me è vitale. Avrei potuto inserire un'immagine ma non l'ho fatto perché non ci sono immagini che rappresentino il mio stato. Come si rappresenta ciò che si trasforma continuamente?
martedì 9 ottobre 2012
Un’ immagine che secondo me rappresenta internet
Nel primo anno di questo corso universitario (Sfp) durante le lezioni di Didattica abbiamo accennato a Raffaele Simone, ed al linguaggio della cultura. Nel libro di Simone La Terza Fase “Forme di sapere che stiamo perdendo” Laterza, 2000, distingue tre differenti fasi: una orale che risale agli albori della cultura , che sopravvive solo in luoghi reconditi del nostro pianeta ed è in via di estinzione. Una fase che rimanda ad un’intelligenza sequenziale,che è lineare, quindi nello scrivere e nel leggere si procede un passo per volta, si danno nomi alle cose e si comunica attraverso parole articolate, che analizzano, strutturano e soprattutto gerarchizzano i pensieri in modo da creare un testo. Lettura e scrittura tengono allenata la nostra intelligenza sequenziale. La terza fase è riconducibile all’ intelligenza simultanea, le immagini. L’intelligenza simultanea prevede un approccio olistico, dove si trattano contemporaneamente più informazioni. Vi è un ascolto e una visione non alfabetica, con l’aiuto di immagini e video. Al contrario dell’intelligenza sequenziale non si attribuisce un ordine gerarchico alle informazioni. Quest’ultimo tipo di intelligenza ci permette di comprendere e ordinare le notizie che apprendiamo dai media televisivi e dalle nuove tecnologie di comunicazione. Ho volutamente scelto un disegno confusionario in cui tutto è a ridosso di tutto. Un unico elemento si staglia distintamente in questo paesaggio il fiume di google che percorre questa cyber-land. Questo fiume è navigabile ma ci porterà dove veramente vogliamo? La società dell’immagine può veramente spiegare tutto?
Le due frasi che per me designano il gioco.
II gioco ha
delle regole .
Il gioco come
attività ludica non solo fine a sé stessa.
Ecco queste sono
state le mie due frasi correlate al gioco. Il gusto del gioco fine a stesso può
essere una bella scoperta per gli adulti che hanno dimenticato la dimensione
ludica dell’esistenza.
Il gioco può portare in un mondo dimenticato fatto di gratuità, assenza di interessi personali e politici dove ciò che conta è la soddisfazione personale.
L’adulto ha sempre necessità di trovare uno scopo a ciò che fa e quindi anche il gioco ha per lui molto spesso una funzione. Infatti in prima battuta non ho pensato a questa dimensione prettamente ludica che esiste ed è importante. Per l’adulto il gioco serve per educare i figli, a competere, ad acquisire abilità , capacità e competenze sia attraverso gli hobbies o giochi regolamentati per ingannare il tempo in vacanza.
La differenza tra il gioco fine a sé stesso e l'attività lavorativa è invece quella di essere un'occupazione che ha il suo aspetto più gratificante nel divertimento scevro dai fini raggiunti o dal risultato prodotto.
Il gioco fine a se stesso e senza scopo ha il grande potere di far entrare il partecipante in un tempo dilatato permettendogli di mettere da parte le preoccupazioni e le ansie di tutti i giorni favorendo un certo distacco da molte situazioni difficili spesso gonfiate dalla nostra immaginazione e ritrovando così nuova energia fisica e morale.
Attraverso il gioco avviene il recupero della spontaneità sempre più spesso imbavagliata dallo stile di vita contemporaneo e dai tanti ruoli sociali che ognuno porta con se quotidianamente. Nel gioco adulti e bambini trovano risposte e soluzioni immediate e spontanee senza ricorrere al proprio ruolo sociale, al raggiungimento di uno scopo immediato ed alla razionalizzazione.
Comportandosi in maniera autentica e abbandonando il proprio ruolo sociale l’adulto si connette con la parte più intima di sé stesso. Il gioco ci regala la possibilità di scegliere un ruolo che non abbiamo nella vita reale, così come fa un attore .Il gioco può aiutare il bambino ma anche l’adulto a scoprire la propria identità.
Il gioco può portare in un mondo dimenticato fatto di gratuità, assenza di interessi personali e politici dove ciò che conta è la soddisfazione personale.
L’adulto ha sempre necessità di trovare uno scopo a ciò che fa e quindi anche il gioco ha per lui molto spesso una funzione. Infatti in prima battuta non ho pensato a questa dimensione prettamente ludica che esiste ed è importante. Per l’adulto il gioco serve per educare i figli, a competere, ad acquisire abilità , capacità e competenze sia attraverso gli hobbies o giochi regolamentati per ingannare il tempo in vacanza.
La differenza tra il gioco fine a sé stesso e l'attività lavorativa è invece quella di essere un'occupazione che ha il suo aspetto più gratificante nel divertimento scevro dai fini raggiunti o dal risultato prodotto.
Il gioco fine a se stesso e senza scopo ha il grande potere di far entrare il partecipante in un tempo dilatato permettendogli di mettere da parte le preoccupazioni e le ansie di tutti i giorni favorendo un certo distacco da molte situazioni difficili spesso gonfiate dalla nostra immaginazione e ritrovando così nuova energia fisica e morale.
Attraverso il gioco avviene il recupero della spontaneità sempre più spesso imbavagliata dallo stile di vita contemporaneo e dai tanti ruoli sociali che ognuno porta con se quotidianamente. Nel gioco adulti e bambini trovano risposte e soluzioni immediate e spontanee senza ricorrere al proprio ruolo sociale, al raggiungimento di uno scopo immediato ed alla razionalizzazione.
Comportandosi in maniera autentica e abbandonando il proprio ruolo sociale l’adulto si connette con la parte più intima di sé stesso. Il gioco ci regala la possibilità di scegliere un ruolo che non abbiamo nella vita reale, così come fa un attore .Il gioco può aiutare il bambino ma anche l’adulto a scoprire la propria identità.
Ma il gioco può anche essere
regolamentato e non solo attività ludico ricreativa senza un fine. Il gioco può
definirsi puro se nasce
spontaneamente oppure indotto o stimolato
quando viene proposto come offerta esperienziale all’interno del
laboratorio di gruppo. Le regole aiutano a collaborare con l’altro, favoriscono
(in base al gioco) funzioni pro sociali quindi di collaborazione con l’altro.
Il gioco da la possibilità
di scaricare ansie, tensioni, paure, insicurezze e atteggiamenti aggressivi
generatisi nei confronti dell'ambiente circostante.
Se il gioco “libero” rende liberi dalla realtà il
gioco con delle regole riporta l’individuo in quello che è un meccanismo
sociale in cui tutti noi adulti viviamo,. fatto di regole, non sempre
condivise, non sempre scritte poiché a volte le regole sono retaggio di
comportamenti consolidati nel tempo, ma le regole esistono. La realtà ludica
quando si veste di regole ha il fine di far capire che per ottenere dei
risultati bisogna rispettare delle regole e che nessuno è un’isola a sé. Il
passaggio dal gioco privo di regole o individuale a quello di gruppo che
risponde a regole ed obiettivi sottolinea la funzione socializzante del
gioco, si sperimentano collaborazioni con gli altri partecipanti al gruppo,
avvengono dinamiche di suddivisione di ruoli e nasce la possibilità di
sperimentarsi e riconoscere i propri talenti ma anche i propri limiti in un
ambiente che accoglie e protegge . Le regole ci proteggono dall’arbitrarietà le
regole sono un patto da rispettare. Se
ci sono delle regole diventa più difficile ma anche più soddisfacente giocare.Il motore principale del gioco è il piacere procurato dalla pratica. Anche se regolamentato si sceglie il gioco che piace, punto di partenza indispensabile per la realizzazione della propria creatività esistenziale intesa come problem-solving e capacità di adattamento. Ovviamente la tipologia di gioco da adottare quindi gioco “libero” o “regolamentato” sarà scelto a seconda delle finalità che si intende perseguire.
lunedì 8 ottobre 2012
La scala Forrester
Salve a tutti! Ho preso visione della scala di Forrester.
Non sapevo che ci fossero diversi gradi di suddivisione del popolo della rete
basati sulle modalità di partecipazione
delle risorse on line. La scala di Forrester presenta diversi livelli, si parte
da un livello base o di inattività fino ad arrivare ad un livello di
partecipazione alta che corrisponde alla pubblicazione di pagine web, blog e
pubblicazione video su You Tube. Personalmente penso di aver fatto un percorso
disomogeneo ed incostante. Quando ho approcciato per la prima volta il “mondo
di internet” l’ho fatto da semplice spettatore. Ho via via cominciato ad
ascoltare musica e guardare video. Preso dalla novità del web ho scritto per
diverso tempo un blog, era un diario da poter leggere in tempo reale, era
divertente e rassicurante, dietro il pc ci si sente protetti da quello che poi
ho scoperto essere un falso anonimato. Con il tempo ho perso interesse per
questa attività. Da ciò che vedo pubblicando materiale sono stato anche in
vetta alla scala Forrester. L’interesse per il mondo internet era quasi sopito
quando è nato facebook che ha visto partecipe me così come la quasi totalità delle
persone di mia conoscenza, quindi sono passato ad un altro livello di questa
scala. Girovagando sul web un giorno mi sono imbattuto in un sito che
volutamente ometto in quanto ho pubblicato pensieri ed opinioni personali. Ecco
la scoperta di questo sito è stata molto divertente in quanto il sito in
questione da l’opportunità di scrivere come se si tenesse un blog ma con la
massima esposizione in quanto tutti possono avere accesso alle discussioni che
il singolo partecipante apre, così come accade in un blog si possono commentare
le discussioni e postare link, chi vuole può seguire una determinata
discussione. Ovviamente da quando ho cominciato il percorso universitario ma
era mio uso farlo anche prima ho sempre più utilizzato internet come una fonte
inesauribile di notizie, curiosità, ed utili risorse per capire meglio ciò che
non mi era molto noto. Quindi la scala
di Forrester nel mio caso è stata e credo che ancora sarà una scala mobile che
percorrerò a volte in salita a volte in discesa. Sicuramente al giorno d’oggi
il coinvolgimento nel mondo delle risorse digitali è assicurato quasi per
tutti.
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