giovedì 11 ottobre 2012

Per iniziare a giocare

1. Il nickname : Il mio nikname è Yuliu GD  2. Il mio stile di gioco: mi considero esploratore o corridore? Beh direi sicuramente un assiduo frequentatore della rete. Penso di essere esploratore e corridore a fasi alterne. A volte la mia partecipazione è frequente e sentita altre volte ritorno alla fase di esplorazione in cerca di nuovi stimoli che come in una giungla mi spingano nuovamente a correre. Quando si è dispersi in una giungla si corre perché o si è preda o si cerca una preda.  3. Indicazioni delle caratteristiche che attribuite al vostro avatar ludico: il mio avatar ludico è un personaggio che cambia continuamente identità, non sono capace di assuefarmi alla monotonia la ricerca di nuovi stimoli per me è vitale. Avrei potuto inserire un'immagine ma non l'ho fatto perché non ci sono immagini che rappresentino il mio stato. Come si rappresenta ciò che si trasforma continuamente?

martedì 9 ottobre 2012

Un’ immagine che secondo me rappresenta internet



Nel primo anno di questo corso universitario (Sfp) durante le lezioni di Didattica abbiamo accennato a Raffaele Simone, ed al linguaggio  della cultura. Nel  libro di Simone La Terza Fase “Forme di sapere che stiamo perdendo” Laterza, 2000, distingue tre  differenti fasi: una orale che risale agli albori della cultura , che sopravvive solo in luoghi reconditi del nostro pianeta ed è in via di estinzione. Una fase che rimanda ad un’intelligenza sequenziale,che è lineare, quindi nello scrivere e nel leggere si procede un passo per volta, si danno nomi alle cose e si comunica attraverso parole articolate, che analizzano, strutturano e soprattutto gerarchizzano i pensieri in modo da creare un testo.  Lettura e scrittura tengono allenata la nostra intelligenza sequenziale. La terza fase è riconducibile all’ intelligenza simultanea, le immagini. L’intelligenza simultanea prevede un approccio olistico, dove si trattano contemporaneamente più informazioni. Vi è un ascolto e una visione non alfabetica, con l’aiuto di immagini e video. Al contrario dell’intelligenza sequenziale non si attribuisce un ordine gerarchico alle informazioni. Quest’ultimo tipo di intelligenza ci permette di comprendere e ordinare le notizie che apprendiamo dai media televisivi e dalle nuove tecnologie di comunicazione. Ho volutamente scelto un disegno confusionario in cui tutto è a ridosso di tutto. Un unico elemento si  staglia distintamente in questo paesaggio il fiume di google che percorre questa cyber-land. Questo fiume è navigabile ma ci porterà dove veramente vogliamo? La società dell’immagine può veramente spiegare tutto?

Le due frasi che per me designano il gioco.


II gioco ha delle regole .

Il gioco come attività ludica non solo fine a sé stessa.

Ecco queste sono state le mie due frasi correlate al gioco. Il gusto del gioco fine a stesso può essere una bella scoperta per gli adulti che hanno dimenticato la dimensione ludica dell’esistenza.
Il gioco può portare  in un mondo dimenticato fatto di gratuità, assenza di interessi personali e politici dove ciò che conta è la soddisfazione personale.
L’adulto ha sempre necessità di trovare uno scopo a ciò che fa e quindi anche il gioco ha per lui molto spesso una funzione. Infatti in prima battuta non ho pensato a questa dimensione prettamente ludica che esiste ed è importante. Per l’adulto il gioco serve per educare i figli,  a competere, ad acquisire abilità , capacità e competenze sia attraverso gli hobbies o giochi regolamentati per ingannare il tempo in vacanza.
La differenza  tra il gioco fine a sé stesso e l'attività lavorativa è invece quella di essere un'occupazione che ha il suo aspetto più gratificante nel divertimento scevro dai fini  raggiunti o dal risultato prodotto.
Il gioco fine a se stesso e senza scopo ha il grande potere di far entrare il partecipante in un tempo dilatato permettendogli di mettere da parte le preoccupazioni e le ansie di tutti i giorni favorendo un certo distacco da molte situazioni difficili spesso gonfiate dalla nostra immaginazione e ritrovando così nuova energia fisica e morale.
Attraverso il gioco avviene il recupero della spontaneità sempre più spesso imbavagliata dallo stile di vita contemporaneo e dai tanti ruoli sociali che ognuno porta con se quotidianamente. Nel gioco adulti e bambini trovano risposte e soluzioni immediate e spontanee senza ricorrere al proprio ruolo sociale, al raggiungimento di uno scopo immediato ed alla razionalizzazione.
Comportandosi in maniera autentica e abbandonando il proprio ruolo sociale l’adulto si connette con la parte più intima di sé stesso. Il gioco ci regala la possibilità di scegliere un ruolo che non abbiamo nella vita reale, così come fa un attore .Il gioco può aiutare il bambino ma anche l’adulto a scoprire la propria identità.

Ma il gioco può anche essere regolamentato e non solo attività ludico ricreativa senza un fine. Il gioco può definirsi puro se nasce spontaneamente oppure indotto o stimolato quando viene proposto come offerta esperienziale all’interno del laboratorio di gruppo. Le regole aiutano a collaborare con l’altro, favoriscono (in base al gioco) funzioni pro sociali quindi di collaborazione con l’altro.

Il gioco da la possibilità di scaricare ansie, tensioni, paure, insicurezze e atteggiamenti aggressivi generatisi nei confronti dell'ambiente circostante.
Se il gioco “libero” rende liberi dalla realtà il gioco con delle regole riporta l’individuo in quello che è un meccanismo sociale in cui tutti noi adulti viviamo,. fatto di regole, non sempre condivise, non sempre scritte poiché a volte le regole sono retaggio di comportamenti consolidati nel tempo, ma le regole esistono. La realtà ludica quando si veste di regole ha il fine di far capire che per ottenere dei risultati bisogna rispettare delle regole e che nessuno è un’isola a sé. Il passaggio dal gioco privo di regole o individuale a quello di gruppo che risponde a regole ed obiettivi  sottolinea la funzione socializzante del gioco, si sperimentano collaborazioni con gli altri partecipanti al gruppo, avvengono dinamiche di suddivisione di ruoli e nasce la possibilità di sperimentarsi e riconoscere i propri talenti ma anche i propri limiti in un ambiente che accoglie e protegge . Le regole ci proteggono dall’arbitrarietà le regole  sono un patto da rispettare. Se ci sono delle regole diventa più difficile ma anche più soddisfacente giocare.
Il motore principale del gioco è il piacere procurato dalla pratica. Anche se regolamentato si sceglie il gioco che piace, punto di partenza indispensabile per la realizzazione della propria creatività esistenziale intesa come problem-solving e capacità di adattamento. Ovviamente la tipologia di gioco da adottare quindi gioco “libero” o “regolamentato” sarà scelto a seconda delle finalità che si intende perseguire.

lunedì 8 ottobre 2012


La scala Forrester
Salve a tutti! Ho preso visione della scala di Forrester. Non sapevo che ci fossero diversi gradi di suddivisione del popolo della rete basati sulle modalità  di partecipazione delle risorse on line. La scala di Forrester presenta diversi livelli, si parte da un livello base o di inattività fino ad arrivare ad un livello di partecipazione alta che corrisponde alla pubblicazione di pagine web, blog e pubblicazione video su You Tube. Personalmente penso di aver fatto un percorso disomogeneo ed incostante. Quando ho approcciato per la prima volta il “mondo di internet” l’ho fatto da semplice spettatore. Ho via via cominciato ad ascoltare musica e guardare video. Preso dalla novità del web ho scritto per diverso tempo un blog, era un diario da poter leggere in tempo reale, era divertente e rassicurante, dietro il pc ci si sente protetti da quello che poi ho scoperto essere un falso anonimato. Con il tempo ho perso interesse per questa attività. Da ciò che vedo pubblicando materiale sono stato anche in vetta alla scala Forrester. L’interesse per il mondo internet era quasi sopito quando è nato facebook che  ha visto  partecipe me così come la quasi totalità delle persone di mia conoscenza, quindi sono passato ad un altro livello di questa scala. Girovagando sul web un giorno mi sono imbattuto in un sito che volutamente ometto in quanto ho pubblicato pensieri ed opinioni personali. Ecco la scoperta di questo sito è stata molto divertente in quanto il sito in questione da l’opportunità di scrivere come se si tenesse un blog ma con la massima esposizione in quanto tutti possono avere accesso alle discussioni che il singolo partecipante apre, così come accade in un blog si possono commentare le discussioni e postare link, chi vuole può seguire una determinata discussione. Ovviamente da quando ho cominciato il percorso universitario ma era mio uso farlo anche prima ho sempre più utilizzato internet come una fonte inesauribile di notizie, curiosità, ed utili risorse per capire meglio ciò che non mi era molto noto.  Quindi la scala di Forrester nel mio caso è stata e credo che ancora sarà una scala mobile che percorrerò a volte in salita a volte in discesa. Sicuramente al giorno d’oggi il coinvolgimento nel mondo delle risorse digitali è assicurato quasi per tutti.